Presentazione

La storia dei “comprensivi” inizia quasi per caso nel 1994, nell’ambito di un provvedimento di Legge generale sulla tutela delle zone di montagna (legge n. 97 del 31-1-1994), ma acquista via via un valore aggiunto.Il Ministero ha intravisto la possibilità di avviare in essi – e lo ha evidenziato in più occasioni – un ‘Laboratorio’ dell’innovazione ordinamentale che in passato si andava delineando e che oggi è in gran parte stato definito sul piano normativo, a partire dalla L.n.30/2000.Gli ultimi dati, quelli più recenti, ci parlano di oltre 3.000 Istituti comprensivi (circa il 40% del totale delle scuole italiane di base).Il “comprensivo” è la culla del curricolo verticale, del progetto in continuità, cioè il contesto organizzativo in grado di vincere le sfide educative di oggi e di domani, nel garantire le migliori opportunità di formazione a tutti i ragazzi in età evolutiva.L’Istituto verticale configura un approccio realistico alla scuola di base, perchè tiene conto delle identità (di scuola primaria e media) a cui siamo affezionati. Il curricolo si articola progressivamente anche attraverso momenti di incontro tra le diverse scuole.Questo è il compito degli Istituti comprensivi: fare ri-appassionare la gente al concetto di formazione di base, […]. L’Istituto comprensivo mette concretamente alla prova l’idea di formazione di base. È lì la sua attualità, il suo essere scuola “europea” e quindi titolata a costruire gli indirizzi della scuola del futuro. (G. Cerini)